VILLA GIARDINO

 

Già in aperta campagna, ma quasi facente parte ancora del complesso ospedaliero, si trova la ex Villa Inghirami o “Villa Giardino”. Oggi la villa è la sede dell’Associazione Mondo Nuovo, ma un tempo servì come reparto per il Frenocomio di S. Girolamo e, successivamente, come sessione staccata per la cura e tutela dei Corrigendi. La località prende il nome dal monumentale e settecentesco giardino della villa, comprensivo di un ampio orto e di un viale, immerso a secolari lecci, alla cui fine una rotonda raccoglieva il riposo dei componenti della famiglia Inghirami.

Con il suo viale d’ingresso con scalinata, i suoi mosaici in maiolica, la grande peschiera, la limonaia e il vasto parco, la zona del Giardino, per molto tempo, è stata meta delle scampagnate dei volterrani che, abbandonato il Poggio alle Croci, per il primo maggio o per il Lunedì di Pasqua, amavano ritrovarsi nel boschetto adiacente la villa, nella cui piazzola si ballava al suono di un grammofono a tromba. La villa risale al XVII e il giardino al XVIII secolo, cinto da un muro dove sono stati ricavati ninfei, edicole e vasche decorate.

Anche in questa parte di Volterra sono stati trovati molti resti etruschi. Gli ipogei più importanti sono la cosiddetta “Tomba Inghirami” e l’ipogeo detto “di Torricchi”, perché rinvenuto vicino a quel podere. l’ipogeo di Torricchi si trova negli scantinati del padiglione Bianchi. Presenta due lunette laterali ed una terza sul fondo, unite alla grande camera rettangolare absidata al centro e munite di letti funebri e dei consueti gradini per le urne.

Durante l’Ottocento la famiglia Inghirami raccolse un ingente materiale archeologico che ammontava a 62 urne, di cui 43 in tufo, 17 in alabastro e due in terracotta. Purtroppo tale materiale è andato disperso per successioni ereditarie, salvo quello rimasto alla famiglia Inghirami di Volterra. Comunque la zona, ricoperta per gran parte da bosco, deve nascondere una considerevole necropoli, visto i lunghi corridoi e le camere comunicanti, tipo labirinto, che si trovano nel sottosuolo del boschetto della Villa. Presso il podere Fontebello si trova la fonte di Ulimeto. L’acqua sgorga in una vaschetta semicircolare che sembra sia stata ricavata da un cippo etrusco. Si dice che la fontana abbia la proprietà di impietrire tutte “quelle cose che vi si mettono dentro”.

Più sotto, nel podere Volpaie, oggi di proprietà della famiglia Isolani, si trova un’altra fonte dove è ben visibile, in un frontone, lo stemma in terracotta della famiglia Inghirami.

 

Cecilia Guelfi